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La crisi del lavoro

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La crisi del lavoro
I dati e le stime non fanno altro che confermare una situazione di grande tensione per il mondo del lavoro in Italia. L'ultimo rapporto trimestrale sulle forze lavoro dell'Istat ha infatti indicato che la disoccupazione nel nostro paese è in aumento, portandosi a quota 6,1%, uno 0,5% in più rispetto a un anno fa. L'Istituto statistico spiega che il dato è la somma di chi ha perso il lavoro al Nord e di chi ha ripreso a cercarlo al Sud, uscendo da quello stato di inattività che lo poneva tra chi aveva rinunciato a cercare una occupazione. Senza dimenticare che il nostro paese sta affrontando i venti della crisi con una pericolosa disparità, nel terzo trimestre 2008 il tasso di disoccupazione è aumentato rispetto a un anno prima di 0,5 punti percentuali per gli uomini e di 0,4 punti percentuali per le donne, portandosi rispettivamente al 4,9 e al 7,9%.
 
Per capire bene che aria tiri, bisogna tenere d’occhio un altro dato di solito poco sottolineato dalla stampa, ovvero il tasso di occupazione. Si tratta di una indicazione importantissima, perché dice quante persone effettivamente lavorano e quante hanno rinunciato a cercare un posto, quante continuano a studiare per fare comunque qualcosa, quante rimangono a casa a tirare avanti. Nel terzo trimestre 2008 il tasso di occupazione della popolazione in età compresa tra 15 e 64 anni è risultato pari ad appena il 59%, un decimo di punto in meno rispetto a un anno prima. L’occupazione maschile si è fissata al 70,7%  (in calo rispetto al 71,3% di un anno fa), mentre quella femminile è in crescita ma rimane inchiodata al 47,2%. Il risultato è che il nostro Paese presenta ancora un tasso di occupazione nazionale  nettamente inferiore alla media dei Paesi UE (65,4%) ed ancora lontanissimo dagli obiettivi di Lisbona.
 
E le previsioni per i prossimi mesi sono sempre più fosche. C'è l'Ocse, che dice che nel 2009 in Italia si perderanno 400mila posti di lavoro, con il tasso di disoccupazione che vola a circa l'8%. O c'è il Centro studi di Confindustria, che porta la stima dei posti persi nel 2009 a 600mila con il tasso di disoccupazione che dovrebbe volare all'8,4%, con conseguenze pesanti anche per il 2010. Come dire che bisogna ancora prepararsi al peggio, mentre a fronte di tutto questo l’Italia garantisce ai senza lavoro gli aiuti più striminziti di tutta l’Unione europea, con una copertura di appena il 7% del salario a favore di chi ha perso il posto di lavoro da due anni.
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