| venerdì 23 ottobre 2009 15.00.00 | |
L'auto che si guida da sola sarà una realtà tra 10 anni?
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Autolink News |
Immaginate di uscire di casa la mattina e, appena entrati in autostrada, di incontrare una serie di vetture che procedono accodate, a pochi centimetri l'una dall'altra, viaggiando a velocità normale e formando un convoglio compatto. Dopo qualche minuto potete lasciare il volante, leggere il giornale o parlare al telefono, mentre l'automobile si guida da sola in modo sicuro e risparmiando anche carburante perché procedendo in fila si sfrutta la riduzione della resistenza aerodinamica. Diminuirebbero inoltre gli incidenti causati da affaticamento alla guida. Pura utopia? Non per i ricercatori del settore, secondo i quali i convogli stradali potrebbero diventare una realtà tra dieci anni e agevolare soprattutto i pendolari, ma potenzialmente anche mezzi pesanti, autobus, pullman, furgoni e veicoli commerciali. Le prime vetture di prova (che fanno parte di un progetto denominato Sartre, ovvero SAfe Road TRains for the Environment) saranno testate su percorsi collaudati già nel 2011. Avranno di serie un sistema di navigazione e un'unità ricetrasmittente integrata in grado di comunicare con un veicolo capofila. Infatti, lo schema prevede proprio che ciascun convoglio stradale disponga di un veicolo capofila (taxi, autobus o camion) che proceda normalmente guidato da un conducente esperto che conosce a fondo il percorso. Ciascun plotone comprenderà da sei ad otto veicoli. Avvicinandosi a destinazione, i conducenti riprendono il controllo del loro mezzo e proseguono per conto proprio, spostandosi ovviamente di lato. E così a seguire per le altre vetture del convoglio. ''Il progetto Sartre - ha spiegato il coordinatore Tom Robinson (di Ricardo UK) - riunisce un mix, unico nel suo genere, di tecnologie, capacità e competenze di industrie e università europee, con l'obiettivo di incoraggiare lo sviluppo di convogli stradali efficaci sotto il profilo dell'ambiente. Sviluppando e implementando la tecnologia a livello dei veicoli, il progetto non necessita di investimenti per modificare l'infrastruttura stradale''. ''Mi rendo conto che a molti questa può sembrare un'utopia - ha ammesso Erik Coelingh, a capo delle funzioni per la sicurezza attiva in Volvo, società che aderisce al progetto -, ma questo tipo di guida autonoma non richiede in realtà alcuna tecnologia magica. Semplicemente, si sviluppano e si adattano tecnologie già esistenti''.
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