Le scelte dei motori alternativi per arginare la crisi

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Toyota Prius
Il mondo dell’automobile è in crisi. Il caro petrolio che determina sempre nuovi record nel prezzo di benzina e gasolio, l’impennarsi costante delle materie prime, la debole economia globale, il rialzo dell’inflazione in quasi tutti i Paesi occidentali. Tutti fattori che stanno costringendo i principali costruttori mondiali a scelte radicali nel campo della motorizzazione. Scelte che in alcuni casi sono già una realtà produttiva, vedi GPL, metano, E85, etanolo e le ibride, mentre in altri sono per il momento ancora progetti in embrione, da definire, come le elettriche plug-in o le auto a idrogeno. Proviamo a fare chiarezza spiegando in quale direzione stanno andando le nuove tecnologie alternative, necessarie per arginare la crisi del settore.
Ibride elettriche
Cosa sono – Sono vetture che integrano un motore a combustione interna (a benzina, diesel o etanolo) con un propulsore elettrico. Apposite batterie alimentano la componente elettrica e si ricaricano sfruttano l’energia cinetica dell’auto, recuperandola in fase di decelarazione e frenata. Alcuni modelli sfruttano anche il motore a combustione interna per alimentare un generatore che spinge il propulsore elettrico principale o ricarica le batterie. Generalmente è il motore elettrico a spingere l’auto quando la vettura si mantiene a bassa velocità e il motore a scoppio rimane spento quando si è fermi ai semafori. Quest'ultimo interviene quando serve più potenza, alle velocità più elevate o quando l’autonomia dell’elettrico si sta esaurendo. I modelli ibridi più popolari attualmente in commercio sono Toyota Prius, Honda Civic Hybrid, Ford Escape (in USA) e vari modelli Lexus come il SUV RX400h.
I pro – Tanti i vantaggi, soprattutto per il rispetto dell’ambiente. Il minore consumo di carburante fossile permette ai veicoli ibridi di percorrere distanze ben superiori (per litro) rispetto a quelle tradizionali, riducendo nel contempo le emissioni inquinanti (fino all’80 % nei confronti di benzina e diesel), specialmente nel traffico urbano dove possono beneficiare anche dello spegnimento del motore in sosta.
I contro – La tecnologia è molto sofisticata e costosa. L’interazione tra i due motori e le varie funzioni di bordo sono affidate ad un computer e ad una serie di software che, per forza di cose, aumentano il livello di complessità dell'auto. Il rischio di guasti o malfunzionamenti è ancora elevato. Detto che sono molto vantaggiose in città, le ibride non lo sono altrettanto nei tratti a lunga gittata, in particolare quelli autostradali, dove i consumi si innalzano considerevolmente.

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